Mi chiedo spesso quali siano le potenzialità delle discipline outdoor, e più specificamente del trekking urbano, nella conoscenza e lettura consapevole del territorio.
Le discipline outdoor, e l’escursionismo in primo luogo, ci danno modo di apprezzare soprattutto le risorse ambientali, che siano la morfologia di una catena montuosa, gli ambienti legati ad un corso d’acqua, la vegetazione o la fauna presente.
Per le specificità del trekking urbano, invece, sono soprattutto le risorse culturali essere analizzate, che siano chiese, palazzi patrizi, casali storici o ruderi monumentali, …; in taluni casi, anche l’impatto antropico legato al consumo di suolo: edifici residenziali intensivi, strade, ferrovie, opifici, centri commerciali, …
In ogni caso, qualunque sia la disciplina praticata, ci dobbiamo considerare “ecoturisti”, intendendo per ecoturismo una “modalità di viaggio responsabile che ha per oggetto le aree naturali relativamente non compromesse per apprezzarne le peculiarità anche culturali” secondo la definizione della IUCN (International Union for Conservation of Nature).
Una forma particolare di ecoturismo praticabile è il geoturismo, rivolto al patrimonio geologico di una destinazione; particolarmente significativo nei Geoparchi mondiali UNESCO, territori che possiedono siti e paesaggi geologici di valore internazionale, gestiti in stretta connessione con il patrimonio naturale e storico-culturale. Attualmente sono 229 Geoparchi nel mondo, in 50 paesi, di cui 11 in Italia, tra cui Alpi Apuane, Majella, Pollino.
https://www.unesco.org/en/iggp/geoparks/about
Anche se non rientra nel circuito dei Geoparchi, il Parco Regionale Castelli Romani offre un Itinerario sul Vulcano Laziale lungo circa 14 km, da Monte Compatri a Nemi, con la possibilità di esplorare due recinti calderici, apparati diversi sia nello stile eruttivo, prevalentemente esplosivo, e in minor parte effusivo, che nei volumi di prodotti emessi, con una attività eruttiva originatasi a partire da circa 600.000 anni sino all’età del bronzo.
Ma anche in ambito urbano si può fare geoturismo (pur con limitazioni), ancor meglio se mediato da una guida esperta che fornisca quelle “lenti” che il comune trekker non possiede, per mancanza di competenze di base e di abitudine all’osservazione analitica, ma soprattutto per le tante coperture e riporti che hanno nel tempo obliterato la preesistente morfologia urbana.
É il caso di un mio classico trek urbano su Roma geologica, dove il lungo tour nel centro storico dimostra come lo sviluppo della città sia sempre stato strettamente condizionato dal contesto geomorfologico e dalle georisorse disponibili in loco. L’itinerario passa tra antiche valli e paludi, balze e ripiani tufacei, mostra alcune sezioni geologiche, identifica le coltri di riporto che hanno mascherato l’antica morfologia, per evidenziare lo stretto rapporto tra il contesto geologico ospitante e l’evoluzione storica della Città Eterna.
Per la curiosità che gli è propria, l’ecoturista ha necessariamente stretta relazione con altre tipologie di turismo, che sia di tipo Naturalistico, Religioso, dei Cammini, Termale e del benessere, …; tutte attività a forte contenuto esperienziale, sicuramente responsabili, spesso a diretto contatto con la popolazione locale.
Quanto sopra mi porta ad affermare che le pratiche outdoor, che siano in Ambito naturale od urbano, costituiscono potenti leve di conoscenza del territorio.
Un bravo mediatore (Guida professionale o Accompagnatore volontario) in un trek urbano deve far apprezzare l’identità / il carattere autentico di un luogo; si può servire talora di un testimonial che esalti la comunicazione emozionale nella narrazione di storie per creare immedesimazione, accendere l’immaginazione, stimolare ricordi dei partecipanti. Sono infatti le storie narrate in prima persona (ricordi, tradizioni, storie, leggende) a dare valore aggiunto ad un trek urbano. Storie che possono essere rilanciate sui social, stimolando altri trekker alla frequentazione di quello specifico territorio, tale da renderlo una destinazione turistica, sia pure per uno specifico target. E favorendo infine anche la pratica dello storytelling, per chi ha facilità di penna…
Se l’articolo ti ha interessato, stay tuned su questo blog per prossimi miei contributi!
Massimo Pacifici per Trekkingurbano.net
CHI SONO
Pratico l’escursionismo da oltre 40 anni, da sempre attratto dal paesaggio fisico e dai valori ambientali dei territori, complice la mia laurea in scienze geologiche.
Ho salito nel tempo i principali gruppi dell’Appennino e delle Dolomiti, con alcune incursioni sulle montagne cuneesi e alcuni 4.000 delle Alpi occidentali. Tra le montagne di casa prediligo i Monti della Laga, per la sensazione di forte wilderness che sanno dare e la diffusa presenza di acqua e di verde. Ma non disdegno il più facile escursionismo nella Tuscia, un territorio capace di abbinare alle solitudini del paesaggio diffuse testimonianze culturali del passato; da ciò è nata nel 2006 la co redazione della Guida Alta Maremma Selva del Lamone pubblicata da Il Lupo.
Dopo aver accompagnato nell’Associazione Centomilapassi, proponendo itinerari outdoor e di geoturismo, sono approdato nel 2019 in Federtrek, dove sono attivo nella Commissione Nazionale Formazione e come Accompagnatore di Trekking Urbano nella Associata Inforidea.
Come socio fondatore dell’Associazione per il Cammino Naturale dei Parchi supporto tale itinerario, ideato per la valorizzazione delle Aree Protette e i territori delle aree interne tra Lazio ed Abruzzo.
Professionalmente, mi occupo di formazione e progettazione; sono membro del Consiglio Direttivo di Assoeuro – Associazione Italiana Euro progettisti e Operatore di educazione ambientale del Parco Regionale Appia Antica.
